03/05/2017

… e alla fine Andscacs!


E’ il format dell’Igwt; deve essere così; alla fine deve vincere qualcuno. A poco a poco tutti cadono, c’è chi resiste, chi crolla subito, chi dà spettacolo, chi fa miracoli e chi li subisce, ma alla fine solo uno deve rimanere in piedi: il più forte. E’ giusto così.

Sui siti specializzati si potrà trovare certamente Andscacs, vincitore di quest’edizione, ma poco altro legato allo sviluppo dell’evento. Qui, sul gsei, ritengo importante raccontare la storia dell’Igwt partendo invece dagli ultimi, senza i quali l’evento non avrebbe senso.

Nel gruppo E, in una fascia elo tra i 491 e i 1792 si son trovati di fronte vecchi motori storici che hanno fatto il loro tempo, progetti iniziati e mai finiti, engines nuovissimi che fanno i primi passi nel contesto di competizioni web, engines pronti per fare il salto di qualità; di tutto un po’. Questo gruppo è caratterizzato storicamente da vittorie imprevedibili, recuperi sorprendenti, partite perse per crash o per il tempo, insomma tutti motivi di interesse che hanno tenuto i visitatori sempre con il fiato sospeso nell’attesa di una sorpresa o nel timore della stessa. Nel parapiglia assoluto il gioiellino di Alessandro Iavicoli è riuscito caparbiamente,a volte zompettando, altre volte imponendo il suo gioco ad arraffare il secondo posto utile per la promozione nel gruppo D, dietro ad un granitico Aldebaran ma davanti ad avversari sulla carta molto pericolosi: Gargamella e Testina. A seguire, Larsen ed un Satana che, in forma smagliante, metteva dietro nell’ordine Pentagon, Brama, Golem, e tutti gli altri.
Neurone è stato presentato in una dev particolare, con valori legati alla valutazione eccessivi; il programmatore conscio dell’impossibilità di vincere il girone ha provato una versione estrema ma il tentativo non ha funzionato e ha finito per far peggio delle ultime versioni.
Nella parte bassa della classifica il cucchiaio di legno va a PulChess, mentre Acqua, la bizzarra creatura del simpatico siciliano Giovanni Di Maria ha terminato con ben 7.5 punti indice che anche con un approccio hobbystico i risultati arrivano, se il progetto è fatto bene.

Dopo esser stato promosso nel gruppo D, AdaChess non ha subito il classico contraccolpo dovuto al gap elo e, anche se terminato in mezzo al gruppo, si è difeso bene.
Il vincitore qui è stato Smash, che ha sicuramente tratto beneficio dall’utilizzo di due cores. Ad Uragano un buon secondo posto; in barba agli anni di ‘fermo’ ha dimostrato di essere un motore ancora tenace e capace di beffare engines ben più forti di lui.
Dietro di loro, tra gli altri: un Cinnamon che si è fatto rispettare anche nella sua non ultima versione e un Soldat forse un po’ sottotono.

Nel gruppo C continua la favola di Uragano che riesce a bissare il successo nel gruppo precedente e mettere in riga nell’ordine: Chaturanga 2.4.3, Protej 0.5.8c, Napoleon 1.6.0b, RamJet 0.13, Fortress 1.62 e Smash smp. Primo, nonostante molte partite perse in posizione superiore: Esc 1.16 CIPS di Claudio Della Corte. Anomala prestazione per RamJe che, in un gruppo di ferro, non riesce ad esprimersi come potrebbe. Ovviamente il numero di partite non è elevatissimo e ci può stare qualche passaggio a vuoto.

Il gruppo B rappresenta il trampolino di lancio per tutti gli engines che ambiscono ad essere i ‘top eight’ e quindi avere la possibilità, non solo di giocarsi il titolo del miglior engine italiano dell’igwt, ma anche di partecipare al torneo finale ad eliminazione diretta… il culmine dell’evento.
Nel gruppo sono stati promossi i più forti sulla carta: Cyberpagno di Marco Pagnoncelli e ECE X di Luigino Viscione. Premiati quindi gli sforzi che hanno fatto per portare i rispettivi engines a livelli di gran maestro. I due engines infatti da subito hanno fatto il vuoto equivalendosi nei confronti diretti, ma lasciando solo briciole agli avversari.

Il gruppo A rappresenta la crème degli engines originali gsei: ben 6 engines su 8 sono tutt’ora regolarmente aggiornati dai rispettivi programmatori e conseguentemente la competizione tra loro ovviamente porta a livelli di gioco molto elevati. In un contesto sempre molto seguito, la vittoria è andata all’imbattibile Chiron di Andrea Farina che giunto ormai alla 4.0 versione può dirsi ben soddisfatto dei risultati raggiunti. Quando entra in gioco, in pratica mette in campo le tre vittorie nel campionato italiano, le tre vittorie come campione assoluto dell’igwt e le tre da campione italiano igwt… e con questa fanno 4 di fila; Andrea ha fatto un lavoro immenso, impareggiabile, non ho parole.
Dietro di lui, sempre più vicino tra un’edizione e l’altra, un Pedone in gran spolvero. Gli altri, a ben 12 punti di distacco dai primi due, si son divisi un po’ per parte i punti rimanenti. Alcuni sono andati molto sotto i loro standard, altri al di sopra di ogni più rosea aspettativa, ma di fatto tutti presenti nell’arco di soli 4 punti. Tra questi, notevole il passo avanti di Gogobello, passato dal gruppo c della scorsa edizione al gruppo a di quest’anno, guadagnando come gli altri anche il diritto di partecipare al torneo ad eliminazione diretta.

Nel torneo ad eliminazione, il gruppo degli stranieri si è presentato più forte che mai. Prima vittima e ultimo arrivato al round robin: Fischerle, bastonato da tutti per l’intero round robin. Uno dei più forti programmi java al mondo, creato dal genio tedesco Roland Stuckardt, nulla ha potuto contro le furie Capivara, Danasah, Rhetoric, Floyd, Arasan, Ice, Senpai e Andscacs. Ma chi di loro aveva pensato di aver vita facile contro i nosti, si è sbagliato di grosso.
In passato il gap tra i nostri motori e gli avversari stranieri era enorme: a parte Delfi e Chiron… il vuoto. Anno dopo anno però l’elite dei motori italiani ha fatto grossi passi avanti; le pecorelle si sono trasformate in leoni!
Le due corazzate si sono affrontate in match durissimi, nulla a che vedere con le edizioni passate.
Alla vittoria di una fazione, la risposta dell’altra non si è fatta attendere. Alla vittoria di Chiron su Capivara, rispondeva Arasan sul suo avversario ‘preferito': ECEX. Dopo Senpai su Cybepagno c’è stato Delfi su un Rhetoric in versione ‘aggressive’. Ad Andscacs che ha preso lo scalpo di Shield, ha prontamente risposto Hamsters con una vittoria risicatissima su Floyd di Marcel van Kervinck (partecipante tra l’altro all’ultimo igt).
Superba la vittoria di Pedone contro Danasah, ma perentoria la risposta ‘straniera’ di Ice su Gogobello.
Ma se gli ottavi di finale hanno proposto un sostanziale equilibrio tra i due gruppi di engine, i quarti non sono stati da meno e alla fine tra i quattro semifinalisti, ben due engines sono italiani: Chiron e Pedone (che tra l’altro ha ‘vendicato’ Gogobello battendo Ice al termine di una avvincente battaglia lunga ben 10 partite).
Ad accedere alla finalissima: Chiron (con una grande dimostrazione di forza su Arasan) e Andscacs (regolando un Pedone mai domo).
Dopo l’assegnazione del terzo posto a Pedone per la finalina vinta contro Senpai nell’ennesimo match al cardiopalmo, è cominciata la finalissima, rivincita dello scorso anno, tra Chiron e Andscacs.
Qui lo scontro è stato molto interessante e avvincente: equilibrio incredibile soprattutto nelle prime partite, un livello di gioco elevatissimo con partite spettacolari spesso terminate oltre le cento mosse. Alla vittoria di Andscacs alla settima partita, risponde Chiron alla nona fissando il punteggio dopo 10 partite sul 5 -5. Altro match agli spareggi ma questa volta, al termine di 12 tesissime partite, è Andscacs a spuntarla con una vittoria di forza, dove è veramente difficile capire quale possa essere stato l’errore di Chiron. Congratulazioni quindi al vincitore, ma complimenti anche al finalista!


 

La partita decisiva che ha portato Andscacs a laurearsi campione assoluto di quest’edizione:

Tirando le somme, quest’edizione, forse più di ogni altra, ha permesso di vedere all’opera uno spettro di engines completo: da programmini che muovevano timidamente i primi passi nella computer chess fino a chess engines imbattibili probabilmente neanche dal campione del mondo attuale di scacchi. Tutto servito, per i programmatori, per gli appassionati, per i critici e per quelli dal palato fine.
Il numero dei visitatori medio continua a salire di edizione in edizione, ma continuo a dire: si può fare di più. Sicuramente avere una sola pagina di riferimento aggiornata seguendo le indicazioni dei visitatori aiuta molto. Aiuta ovviamente anche il non avere molti ‘concorrenti’ che trasmettono ‘live’ gli eventi per motori di scacchi, ma questo non è un bene per la computer chess imho. Uscendo un po’fuori tema, ma giusto per puntualizzare, creare eventi del genere, al giorno d’oggi è molto semplice; qui, sul gsei, abbiamo proposto questo nell’ottica di pubblicizzare il lavoro dei ‘nostri’ programmatori sia in italia che all’estero. Il tool che usiamo è il pgn4web del buon Casaschi, opportunamente modificato, ma nulla di complicato… Avete un sito? Siete appassionati della computer chess? Avete già tutto, buttatevi nella mischia!


 

Questa è stata la ‘storia’ dell’igwt, il dietro le quinte, quello che è successo e che ha portato la creatura del bravo e simpatico Daniel José Queraltó ad avere la meglio su tutti.
Alla prossima, naturalmente su http://www.g-sei.org/i-g-w-t/ :)

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