Edoardo Manino

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  • in risposta a: AlphaZero e compagnia bella #11766

    Ciao ragazzi,
    ho letto il paper, mancano un sacco di dettagli (in particolare riguardo l’architettura della rete neurale) ma il risultato è davvero notevole. Forse il punto più interessante è che il loro approccio è generico e può essere applicato a qualunque gioco a informazione completa.
    Ora però viene la parte più divertente (per noi): come facciamo a modificare le loro tecniche per farle girare su un normale laptop? A differenza di Salvatore, non ho voglia di aspettare che vengano messi in commercio dei processori dedicati alle reti neurali…
    🙂

    in risposta a: Una mano #11303

    Se serve aiuto con l’inglese io sono sempre disponibile 🙂

    in risposta a: IGT: organizziamo la cena #11249

    Contatemi per quattro (tutta la famiglia) 🙂

    in risposta a: PICcolino #10808

    Grandissimo Luca! Mi ricordo che ci avevi cominciato a parlare del PIC un sacco di tempo fa, cos’era? 2010 o 2011 al torneo torinese dei computer? Adesso sei praticamente costretto a partecipare al prossimo IGT…
    🙂 🙂 🙂

    in risposta a: Organizziamo l'IGT 2016 #10271

    Ti dobbiamo una cena, Luca! Sei stato velocissimo ad organizzare! 🙂 🙂 🙂

    in risposta a: Organizziamo l'IGT 2016 #10265

    Certo, conferma! 🙂

    in risposta a: Organizziamo l'IGT 2016 #10253

    Ciao Luca, vista la ristrettezza di tempo, non conviene contattare direttamente un albergo qualunque e chiedere la disponibilità di una sala torneo con la promessa che alloggeremo tutti lì?

    in risposta a: Remote access rule #10170

    Hi guys,
    isn’t it weird that the first posts in English on this forum are about these technicalities? Anyway, I’m glad Stefano put on the poll so that we have some basis for a useful discussion. As one of the creator of the current set of rules, I’d like my brainchild to stay intact, but I can understand why forbidding the use of remote access may discourage some authors from taking part in our tournaments. Yet, it seems important to me to point out why that rule was put in place a couple of years ago.
    To make the story short, let me say that the group was in turmoil, most of the historical programmers had lost interest and we had in general a very low participation rate. As a consequence we switched our focus on rebuilding the core of our group: an enthusiastic bunch of programmers whose aim is not to build the strongest engine in the world, but to explore new and unconventional ideas or simply enjoy the challenge of carving intricate algorithms. Against this background, our idea of a tournament resembled more a convention of friends than a struggle for victory, and therefore we needed a safe haven for our group to gather together and exchange ideas. Having the bright stars of computer chess around was surely a nice bonus, but definitely not the main purpose.
    Now the circumstances have changed, we have a lively group of active programmers and the level of trust in our community is back to normal. Is it time then to revise the rules? Or to put it more bluntly: is it time to slacken the rules? For sure allowing the access to remote machines during our tournaments will please a couple of top-notch programmers, but don’t forget why we forbade that in the first place. The “clone war” seems to have died out, but no one of us wants to perform a provenance check on an executable again, let alone on a remote machine.

    in risposta a: Organizziamo l'IGT 2016 #9902

    Ok, per stavolta ti sei salvato in corner 🙂 ma ricordati che possiamo anche auto-tassarci tra i partecipanti se le spese sono troppo alte…

    in risposta a: Organizziamo l'IGT 2016 #9900

    Ciao Stefano, sei riuscito ad ottenere la sala gratis dall’albergo?

    in risposta a: L'oscar del Gsei #9635

    non sono d’accordo perché poi ci tocca gestire i vari leonardo di caprio. e per esperienza ne basta uno a far crollare tutta la baracca.

    in risposta a: L'oscar del Gsei #9632

    – Perche’ riesce ad avere sempre idee nuove (anche se con questa non sono d’accordo)
    🙂

    Ps: Veramente il corso al club di Como e’ del 2014 quindi non puoi contarlo.

    in risposta a: Google AlphaGo #9580

    Ciao, ho letto l’articolo scientifico che hanno pubblicato e devo dire che hanno fatto proprio un bel lavoro. Dal punto di vista “teorico” non c’è nulla di nuovo, ma hanno messo in piedi un notevole sistema a base di reti neurali profonde. Riassumendo brevemente, AlphaGo si basa su due sistemi di predizione:
    – una rete neurale allenata a predire il risultato della partita data una posizione (molto complessa e lenta)
    – una rete neurale allenata a predire qual è la mossa migliore data una posizione (più semplice e veloce)
    Dopodiché sparano una ricerca montecarlo nella quale i nodi foglia sono valutati mescolando per il 50% la valutazione della prima rete neurale e per il 50% il risultato medio ottenuto giocando la partita fino alla fine con le mosse suggerite dalla seconda rete neurale.
    Il vantaggio della loro implementazione è che i due sistemi predittori sono entrambi molto meglio di ciò che c’è in circolazione ora. Un dettaglio carino è che trattano la posizione come se fosse un’immagine, per cui applicano le reti a convoluzione che aiutano a riconoscere automaticamente trasposizioni e rotazioni del goban. E poi chiaramente hanno fatto le cose in grande: le reti hanno fino a 13 livelli se ho capito bene e hanno parallelizzato il codice in modo estremo tanto che riescono a farlo girare su decine di processori e schede grafiche in parallelo. A questo proposito mi pare che usino le CPU per la ricerca e la simulazione delle partite, mentre le GPU per valutare la prima rete neurale.

    in risposta a: Calcolo della performance #9518

    Tenendo solo conto di quelle 16 partite che riporti tu e un elo di partenza di 2291, mi viene una perdita di 1,15 K.
    con le regole FIDE attuali, se Fischerle è under 20 😉 la perdita elo è di 46 punti, se è un comune mortale perde 23 punti.
    Chiaramente il mio discorso non ha senso perché Fischerle non è un giocatore FIDE, bisogna vedere quale formula ha usato Giovanni, in generale è strano che facendo meno del 50% contro avversari in media più scarsi l’Elo salga.
    Mi piacerebbe che fosse così quando gioco io i tornei…

    in risposta a: Alfa-beta a Montecarlo? #9337

    Aha! Sapevo che avrei attirato la tua attenzione! 🙂 Comunque no, è solo un’elucubrazione teorica sulle somiglianze dei due paradigmi. Inoltre l’articolo propone un algoritmo in pseudo-codice che espone una funzioncina magica: a seconda di come la definisci ottieni alfa-beta o Montecarlo o un miscuglio a tuo piacimento. Nulla di pratico, ma solitamente in seguito gli autori pubblicano qualche applicazione o test sperimentale. Di sicuro io continuo a monitorare AAAI e le altre conferenze di intelligenza artificiale (in realtà attualmente mi pagano per farlo), staremo a vedere…

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