Edoardo Manino

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  • in risposta a: Ancora su queste statistiche… #12031

    Potrebbe essere che Madeleine e Tigran abbiano prestazioni completamente diverse in mediogioco vs finale? Cio’ potrebbe spiegare le differenze in valore assoluto.
    Un esperimento interessante sarebbe dividere il database in due o piu’ parti a caso (senza filtrare sulla lunghezza della partita) per vedere se il fenomeno scompare.

    in risposta a: Ancora su queste statistiche… #12029

    Qual e’ il riferimento assoluto? Stai ancora utilizzando Madeleine a 2200?

    in risposta a: AlphaZero e compagnia bella #11766

    Ciao ragazzi,
    ho letto il paper, mancano un sacco di dettagli (in particolare riguardo l’architettura della rete neurale) ma il risultato è davvero notevole. Forse il punto più interessante è che il loro approccio è generico e può essere applicato a qualunque gioco a informazione completa.
    Ora però viene la parte più divertente (per noi): come facciamo a modificare le loro tecniche per farle girare su un normale laptop? A differenza di Salvatore, non ho voglia di aspettare che vengano messi in commercio dei processori dedicati alle reti neurali…
    🙂

    in risposta a: Una mano #11303

    Se serve aiuto con l’inglese io sono sempre disponibile 🙂

    in risposta a: PICcolino #10808

    Grandissimo Luca! Mi ricordo che ci avevi cominciato a parlare del PIC un sacco di tempo fa, cos’era? 2010 o 2011 al torneo torinese dei computer? Adesso sei praticamente costretto a partecipare al prossimo IGT…
    🙂 🙂 🙂

    in risposta a: Remote access rule #10170

    Hi guys,
    isn’t it weird that the first posts in English on this forum are about these technicalities? Anyway, I’m glad Stefano put on the poll so that we have some basis for a useful discussion. As one of the creator of the current set of rules, I’d like my brainchild to stay intact, but I can understand why forbidding the use of remote access may discourage some authors from taking part in our tournaments. Yet, it seems important to me to point out why that rule was put in place a couple of years ago.
    To make the story short, let me say that the group was in turmoil, most of the historical programmers had lost interest and we had in general a very low participation rate. As a consequence we switched our focus on rebuilding the core of our group: an enthusiastic bunch of programmers whose aim is not to build the strongest engine in the world, but to explore new and unconventional ideas or simply enjoy the challenge of carving intricate algorithms. Against this background, our idea of a tournament resembled more a convention of friends than a struggle for victory, and therefore we needed a safe haven for our group to gather together and exchange ideas. Having the bright stars of computer chess around was surely a nice bonus, but definitely not the main purpose.
    Now the circumstances have changed, we have a lively group of active programmers and the level of trust in our community is back to normal. Is it time then to revise the rules? Or to put it more bluntly: is it time to slacken the rules? For sure allowing the access to remote machines during our tournaments will please a couple of top-notch programmers, but don’t forget why we forbade that in the first place. The “clone war” seems to have died out, but no one of us wants to perform a provenance check on an executable again, let alone on a remote machine.

    in risposta a: Google AlphaGo #9580

    Ciao, ho letto l’articolo scientifico che hanno pubblicato e devo dire che hanno fatto proprio un bel lavoro. Dal punto di vista “teorico” non c’è nulla di nuovo, ma hanno messo in piedi un notevole sistema a base di reti neurali profonde. Riassumendo brevemente, AlphaGo si basa su due sistemi di predizione:
    – una rete neurale allenata a predire il risultato della partita data una posizione (molto complessa e lenta)
    – una rete neurale allenata a predire qual è la mossa migliore data una posizione (più semplice e veloce)
    Dopodiché sparano una ricerca montecarlo nella quale i nodi foglia sono valutati mescolando per il 50% la valutazione della prima rete neurale e per il 50% il risultato medio ottenuto giocando la partita fino alla fine con le mosse suggerite dalla seconda rete neurale.
    Il vantaggio della loro implementazione è che i due sistemi predittori sono entrambi molto meglio di ciò che c’è in circolazione ora. Un dettaglio carino è che trattano la posizione come se fosse un’immagine, per cui applicano le reti a convoluzione che aiutano a riconoscere automaticamente trasposizioni e rotazioni del goban. E poi chiaramente hanno fatto le cose in grande: le reti hanno fino a 13 livelli se ho capito bene e hanno parallelizzato il codice in modo estremo tanto che riescono a farlo girare su decine di processori e schede grafiche in parallelo. A questo proposito mi pare che usino le CPU per la ricerca e la simulazione delle partite, mentre le GPU per valutare la prima rete neurale.

    in risposta a: Calcolo della performance #9518

    Tenendo solo conto di quelle 16 partite che riporti tu e un elo di partenza di 2291, mi viene una perdita di 1,15 K.
    con le regole FIDE attuali, se Fischerle è under 20 😉 la perdita elo è di 46 punti, se è un comune mortale perde 23 punti.
    Chiaramente il mio discorso non ha senso perché Fischerle non è un giocatore FIDE, bisogna vedere quale formula ha usato Giovanni, in generale è strano che facendo meno del 50% contro avversari in media più scarsi l’Elo salga.
    Mi piacerebbe che fosse così quando gioco io i tornei…

    in risposta a: Alfa-beta a Montecarlo? #9337

    Aha! Sapevo che avrei attirato la tua attenzione! 🙂 Comunque no, è solo un’elucubrazione teorica sulle somiglianze dei due paradigmi. Inoltre l’articolo propone un algoritmo in pseudo-codice che espone una funzioncina magica: a seconda di come la definisci ottieni alfa-beta o Montecarlo o un miscuglio a tuo piacimento. Nulla di pratico, ma solitamente in seguito gli autori pubblicano qualche applicazione o test sperimentale. Di sicuro io continuo a monitorare AAAI e le altre conferenze di intelligenza artificiale (in realtà attualmente mi pagano per farlo), staremo a vedere…

    in risposta a: Satana steps #9287

    Test all’impazzata tutta la notte, sto modificando l’eval e ho scoperto un modo efficiente di calcolare i pedoni passati. per ora sono +40 elo in self-play. 🙂

    in risposta a: Perft Contest #9154

    Sì, se ad un alfa-beta puro impedisci di fare tagli beta, ritorni ad un algoritmo minimax che quindi esplora tutto l’albero come il perft. Chiaramente bisogna disattivare anche trasposizioni, futilità, estensioni e, soprattutto, quiescenza!
    Edoardo

    in risposta a: Mossona #9035

    Sì, se guardate le partite di RamJet 0.10 potete notare il suo gioco particolarmente “allegro”; ogni tanto funziona come nella partita segnalata da Stefano, ogni tanto porta solo a disastri colossali. La causa è la nuova eval che è stata ottimizzata con un sistema tipo Texel: in pratica RamJet 0.10 è contento se i suoi pezzi sono in posizione “aggressiva” = nelle case che statisticamente hanno prodotto un maggior numero di vittorie. Probabilmente nella posizione in questione il re al centro del nero, il cavallo che balza in d4, gli alfieri neri con mobilità ridotta, la torre sulla colonna e aperta, tutto si somma ad entusiasmare gli algoritmi di RamJet. Per confronto RamJet 0.9, che usa ancora l’eval di ProChess, ha un gioco molto più “noioso”.

    in risposta a: Errore nel perft su CPW? #9032

    Ciao Alessandro,
    confermo che c’è un errore nel CPW. Il 13 Settembre 2014 ho salvato in locale quella pagina, i numeri delle mosse corrispondono ma la posizione è cambiata. La FEN originale era:
    rnbqkb1r/pp1p1ppp/2p5/4P3/2B5/8/PPP1NnPP/RNBQK2R w KQkq – 0
    e avevo verificato con RamJet che il perft corrispondeva. Come dici tu nella nuova posizione vi sono 44 mosse legali.
    Edoardo

    in risposta a: Chess engine è solo una STUPIDA macchina #8914

    La posizione è effettivemente interessante, ma non la bollerei come “tattica”: le varianti che mostra Tarascio coinvolgono diverse trasformazioni radicali della posizione, in particolare liquidazioni in finale, che sono giusto una delle cose difficili per i computer (e pure per gli umani).
    In ogni caso visto che il Nero è relativamente bloccato, praticamente può muovere soltanto la torre e i pedoni sull’ala di donna, mi chiedevo se una manovra tipo Ch3-Cf4-Ch5 per attaccare sulle case scure (cioè g7 hehe) non fosse un’idea interessante.
    Non pubblicare subito la soluzione così ho tempo di pensarci su.

    in risposta a: Strategic Quiescence Search #8454

    @ Luca: insomma quello che fai tu è una sorta di “Faith Optimization”, potresti proporti per un corso di informatica alla facoltà di Teologia… 😉

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